Blanca

Blanca

O dell’inesistenza del resto del mondo Perché bisognerebbe vedere Blanca, fiction Rai — sì, ho detto fiction Rai — del 2021, acquistata nientepopodimenoche da Netflix? Un po’ perché dobbiamo scrollarci di dosso qualche pregiudizio, un po’ perché bisogna ammettere che le acque attorno a noi sono aumentate e the times they are a-changin’, un po’ ..

Spencer

Spencer

O del rifiuto del potere La Diana Spencer di Pablo Larrain, lo diciamo subito, non muore alla fine della (sua) storia, alla fine del film o dopo il film, ché quella del regista cileno, ce lo dice lui stesso in apertura a scanso di equivoci, non è altro che «una favola tratta da una tragedia ..

La casa di carta

La casa di carta

O dell’alienazione della libertà «Qualunque cosa abbia in qualche modo la capacità di catturare, orientare, determinare, intercettare, modellare, controllare e assicurare i gesti, le condotte, le opinioni e i discorsi degli esseri viventi» è un dispositivo, ci dice Giorgio Agamben. E un dispositivo ha sempre a che fare con il potere, ci insegna Michel Foucault. ..

La parte maledetta

La parte maledetta

Poter vedere La parte maledetta, nelle sue due parti in programma a Meet the Docs! Film Fest, è un’occasione per riflettere su elementi che attraversano la nostra contemporaneità in maniera forte, da un punto di vista culturale. Da una parte abbiamo il teatro contemporaneo, con due dei suoi interpreti di maggior interesse, la coreografa Paola ..

Storie di un altro mondo

Storie di un altro mondo

Meet the Docs! Film Fest è un festival di documentari, ma non è solo un festival di documentari. È più un’occasione, visto che com’è strutturato, ed è più un viaggio, viste le possibilità che offre. Non ci sono solo proiezioni e le proiezioni sono sempre accompagnate da un tempo e da uno spazio dedicati al ..

“Nomadland” o della mancanza del conflitto

“Nomadland” o della mancanza del conflitto

Vorrei premettere subito una cosa: Nomadland (Chloé Zhao, 2020) è a mio modo di vedere un film contraddittorio, ben oltre le intenzioni della sua regista, e lo è perché è un film complesso, pur nella sua sostanziale e classica semplicità. Non è un prodotto che sia possibile liquidare con qualche battuta, argomenti apodittici o un po’ di scadente ..

Anna. O delle pandemie.

Anna. O delle pandemie.

Mentre scrivo ho la Covid. Dice: «ecchisenenfrega». Giusto, ma in realtà c’entra. Anna, la miniserie che Ammaniti ha scritto (adattandola dal suo romanzo omonimo del 2015) e cominciato a dirigere prima della pandemia, come un cartello — un paratesto esemplare — tiene a specificare in apertura di ogni puntata, parla di un’epidemia, di una malattia che falcidia ..

BILLY #4.2020 – IL GIUDIZIO UNIVERSALE

BILLY #4.2020 – IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Scrivere un editoriale per il numero di fine anno di una rivista che parla di cinema (e altre perversioni) nell’annus horribilis della pandemia mondiale, è un esercizio un po’ particolare. Personalmente credo che la narrazione dominante e paternalistica che ha individuato e continua a individuare nel tempo libero — libero da cosa, poi? Dalla produzione, ..

Cronache Festivaliere #4

Cronache Festivaliere #4

A Berlino oramai siamo rimasti in pochi e siamo quasi tutti italiani, ché da lontano il Paese è reale. La persone si mettono la sciarpa davanti alla bocca, quando in autobus parliamo a voce un po’ più alta di un sussurro, e tra italiani fingiamo di non conoscerci e usiamo lingue sconosciute. Ma a vedere ..

Cronache Festivaliere #3

Cronache Festivaliere #3

Mentre a Berlino i palazzi cambiano colore e si alzano di tre piani durante la notte, il nostro quartier generale si riempie di nuovi profumi provenienti dalle cucine, dove si cerca di mangiare qualcosa senza dar fuoco allo stabile, finora con ottimi risultati, almeno dal punto di vista igneo. Ancora provati dal DDay, riduciamo il ..

Cronache festivaliere #2

Cronache festivaliere #2

Il nostro quartier generale, da bravo Ostello (della gioventù, si sarebbe detto un tempo) puzza giustamente di piedi, brufoli, ascelle e speranze ormonali, ma gli vogliamo bene anche per questo. In più abbiamo notato che il nostro essere italiani comincia a suscitare qualche perplessità, in giro per la Berlinale. Così, fieri della nostra pericolosità epidemica ..

Cronache festivaliere

Cronache festivaliere

Il quartier generale di BILLY è nella parte ovest di Kreuzberg, e — grazie al già leggendario autobus M41 (che compare dal nulla quando meno te lo aspetti) — raggiungere Potsdamer è veramente molto veloce e semplice. Destreggiarsi tra i settecento programmi della Berlinale — che quest’anno, rischiando una rivolta che è montante e già ..

Il rimosso della contemporaneità

Il rimosso della contemporaneità

Qualche mese fa, proprio su BILLY, presentando il festival di documentari Meet The Docs!, scrivevo che i documentari sono importanti – oggi ancora più di ieri – perché, in un mondo che costruisce muri ad ogni bordo e su ogni lembo, i documentari sono in grado di abbattere questi muri e, con le relative macerie, di ..

BILLY #2.2017 – IL DOGMA DEL REALE

BILLY #2.2017 – IL DOGMA DEL REALE

Perché Leonardo Di Costanzo abbandona il documentario per la fiction, dicendo che solo attraverso la fiction riesce davvero a raccontare la realtà? Perché Gianfranco Rosi vince a Venezia e a Berlino con due documentari che sembrano (e in larga misura sono) prodotti di finzione? Perché la strage di Columbine è meglio narrata da un film ..

BILLY #1.2017 – (IL MONDO COME VOLONTÀ E) AUTO-RAPPRESENTAZIONE

BILLY #1.2017 – (IL MONDO COME VOLONTÀ E) AUTO-RAPPRESENTAZIONE

Fuocoammare che vince a Berlino è una buona notizia? E Sacro GRA che vince Venezia? E le tante statuette di La La Land ci fanno felici? Perché il cinema è volontà e (auto)rappresentazione – giusto per ribaltare il titolo del nuovo numero cartaceo di BILLY? Un numero molto particolare, che ci piace molto, che ci intriga, perché ha elementi di ..

BILLY #2.2016 – THE ACT OF LOOKING #2

Numero di fine anno, per la nuova stagione di BILLY, quindi un numero di bilancia, mentre per il 2017 si agitano novità eccitanti. Un numero ancora dedicato all’atto di guardare, però, in cui ospitiamo le visioni, gli incubi, le opinioni e le provocazioni di altri agitatori culturali che hanno acconsentito ad accompagnarci. Silvia Camporesi con ..